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Mohammad Meraabi, un giovane libanese, ha lasciato l’Australia nel 2016 per prendersi cura delle terre della sua famiglia ad Akkar, in Libano. Con una laurea in Management, sognava di trasformare quelle terre in un investimento redditizio, non solo per la sua famiglia ma anche per la comunità circostante. Con passione, ha fondato Exim Farm, un’azienda agricola intelligente con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e la crescita economica. La crisi economica libanese ha gettato ombre sul suo cammino, ma lui non si è arreso.

Exim Farm mira ad adottare nuove tecnologie per coltivare i suoi campi (incentrati su grano, patate e mais) per affrontare il problema della siccità, come ad esempio il sistema di irrigazione a goccia. In questo modo promuove l’innovazione nelle pratiche agricole per una maggiore sostenibilità ed efficienza (cioè ridurre le spese e aumentare la produzione). L’azienda agricola ha inoltre installato pannelli solari per essere più ecologica e ridurre i costi a lungo termine.

Per Michael, le ciliegie fanno parte della vita fin dal suo primo vagito. La stagione delle ciliegie è sacra nella sua famiglia, un rituale che si tramanda da generazioni, e che negli ultimi 35 anni lui ha portato avanti con sua moglie Sabine, ancora più appassionata di lui. Energici e intraprendenti, Michael e Sabine hanno inizialmente lasciato il segno con Myst, un marchio di vini e liquori, prima di decidere di dare nuova vita al frutto che amano di più.

La loro visione? Trasformare le ciliegie in una linea unica di bevande gassate e salutari. Con il supporto di WIP, hanno creato un impianto di produzione vegetale, acquistando le attrezzature necessarie per dare vita a questa idea. Oggi stanno testando e perfezionando il loro prodotto, preparandosi al lancio sul mercato.

Il loro obiettivo è posizionare Cera come un marchio innovativo di bevande che unisce eredità familiare, salute e spirito imprenditoriale moderno, un prodotto autenticamente libanese con un potenziale internazionale.

Il viaggio di Elias e Sam è iniziato all’età di 16 anni, quando la loro amicizia e le avventure condivise con gli Scouts du Liban hanno acceso una passione per le montagne, la natura, lo sviluppo delle capacità e il lavoro di squadra. Ciò che era cominciato come semplici escursioni tra amici si è trasformato in Wolfpack Summits, una comunità dedicata all’avventura e alla crescita personale.

Oggi, Wolfpack si sta espandendo rapidamente e strategicamente, raggiungendo nuovi mercati in Libano, Dubai e Arabia Saudita. Oltre ai viaggi all’aperto, ora stanno entrando nel mondo corporate, progettando programmi di leadership personalizzati, affrontando i divari generazionali e offrendo workshop di team building su misura che rafforzano la cultura aziendale e le performance.

Il supporto dei fondi WIP e PTS ha avuto un ruolo cruciale in questa crescita. L’obiettivo del fondo è promuovere Wolfpack per aumentare sia le vendite sia la visibilità, con l’aiuto di un’agenzia di marketing professionale e di un consulente per lo sviluppo del business.

Yara Aoun e Joanna Khairallah sono inseparabili sin dall’infanzia. Nonostante le difficoltà economiche che hanno colpito le loro famiglie, hanno dimostrato grande determinazione e resilienza. Insieme hanno affrontato le avversità con coraggio, cercando soluzioni creative e sostenendosi a vicenda: Yara con le sue conoscenze finanziarie e Joanna con le sue conoscenze chimiche.

Solvert offre prodotti per la cura della pelle, che utilizzano solo ingredienti naturali per combattere l’inquinamento ambientale e proteggere gli stessi utenti, utilizzando materiali ecologici per l’imballaggio. Il loro obiettivo è aumentare il giro d’affari, in particolare vendendo i loro prodotti alle spa, in Libano e all’estero. Nasce da questo la necessità di assumere un’agenzia di marketing per elaborare una strategia mirata per far crescere essenziale la loro attività.

Un brand libanese al 100 per cento. Un’azienda di cosmetica creata da una donna per soddisfare le necessità delle donne. Come? Realizzando prodotti naturali, vegani e di alta qualità, che mancavano sul mercato.

È stata questa l’idea di partenza di Joelle Abboud, una giovane e grintosa imprenditrice trentenne che, archiviate le sue prime esperienze nel marketing, ha deciso di mettersi in proprio partendo da un dato di fatto: spesso le donne libanesi non trovavano nei negozi quei prodotti di qualità per la cura del corpo e l’igiene personale che avrebbero voluto acquistare. Sfruttando le sue esperienze nell’industria farmaceutica, Joelle ha così creato Essentials by Jay, che per offrire prezzi più vantaggiosi per il momento vende solo on line in Libano. I prossimi step, concordati con lo staff di WIP, sono non soltanto l’incremento del giro d’affari sul mercato libanese, ma anche l’espansione sui mercati internazionali, l’apertura di un negozio “fisico” e la creazione di posti di lavoro.

Pyckd è una piattaforma per la vendita online di manufatti realizzati da artigiani dell’area geografica conosciuta come MENA ( Middle East and North Africa). Un’attività che si propone di preservare l’empowerment economico e il patrimonio culturale della regione, soddisfacendo al tempo stesso la crescente domanda di prodotti artigianali, sostenibili e coerenti con un’idea di sviluppo etico. A creare Pyckd è stato George Daccache, un imprenditore libanese che, dopo aver conseguito una laurea in Marketing/Business presso l’American University of Beirut, ha lavorato a lungo per una delle più importanti aziende di tabacco del mondo, maturando un’ampia esperienza tra Libano, Svizzera e Indonesia.

Spinto dalla passione di sostenere gli artigiani locali e dal desiderio di fare la differenza, dopo qualche anno George ha lasciato la carriera aziendale ed è tornato a casa per fondare PYCKD. Una sfida significativa, che gli ha proposto ostacoli apparentemente insormontabili, dalla crisi economica libanese alla pandemia globale. Nonostante tutto, però, George è rimasto fedele alla sua missione, e si propone aumentando il suo giro d’affari di favorire un cambiamento sociale che aumenti il potere delle piccole imprese e valorizzi le comunità della regione.

Il percorso di Ara Abadjian nell’agri-tech è iniziato con una visione: rendere accessibile a tutti cibo sostenibile e di alta qualità. Nel 2017 ha avviato un orto professionale, dove coltivava erbe e ortaggi selezionati per ristoranti e hotel locali.

La sua esperienza sul campo lo ha presto messo di fronte alle sfide principali che molti coltivatori affrontano: bilanciare produttività, manodopera e gestione dello spazio limitato, utilizzando metodi ecosostenibili.
Nonostante la vasta gamma di strumenti agricoli disponibili, si è presto reso conto che nessuno riusciva davvero a colmare il divario tra scienza, tecnologia e applicazione pratica, soprattutto per i coltivatori su piccola scala.
Questa intuizione ha spinto Ara a creare nel 2023 Ayki, un’app progettata per fornire ai coltivatori strumenti avanzati e facili da usare, che semplificano la pianificazione dell’orto e aumentano la produttività senza sacrificare la sostenibilità.

Premiato nel corso dell’edizione 2024 di Focus Live, il festival della scienza organizzato dalla rivista Focus, Ara ha raccontato come Ayki stia trasformando la gestione degli orti unendo esperienza pratica e tecnologia. Con Ayki, i coltivatori possono gestire le loro attività in modo più efficace, sfruttando strumenti che consentono di ottimizzare le rese e adottare pratiche sostenibili.

Tra i progetti approvati nell’ambito della terza edizione di Wip c’è anche quello di Elias El Khoury, un imprenditore che  colpito duramente dalla crisi economica libanese ha deciso di reinventarsi dando nuova linfa all’attività avviata molti anni fa dai suoi nonni. Il suo “tesoro” è l’acqua di rose, ottenuta raccogliendo con fatica i fiori in alta quota sulle montagne di Jazzine, a 70 km da Beirut, e lavorandoli poi con tecniche tramandate da generazioni.

Non è facile però resistere alle tante difficoltà del Paese, specialmente se i macchinari sono obsoleti.
Grazie a Wip Elias ha potuto entrare in contatto con alcuni  imprenditori veneti che operano sulle colline intorno a Verona: non solo ha potuto integrare le sue conoscenze seguendo una sorta di corso di aggiornamento in Italia, ma ha ricevuto a Beirut una macchina  professionale, un distillatore capace di esaltare i suoi prodotti a base di rosmarino, arancia amara e altri aromi.
E già per il futuro si spera in una collaborazione per realizzare anche saponi, profumi, bevande tipiche e cibi della tradizione.

In una realtà diversa da quella libanese, con la sua laurea in Ingegneria Agraria George Mattar avrebbe potuto puntare su una carriera da dirigente e una vita tranquilla. Le cose, purtroppo, per lui e moltissimi altri sono andate diversamente, e così per tirare avanti George ha deciso di affiancare il padre nella gestione di un piccolo chiosco a Bsous, alle porte di Beirut nella zona di Baabda, dove prepara la manouche, uno dei piatti tipici della tradizione locale, una focaccia guarnita con timo, formaggio o carne.

Un’attività iniziata negli Anni 80, che però avverte sempre più il peso del tempo: è difficile, del resto, adeguare il locale e le attrezzature, ormai fatiscenti, senza un investimento importante. Anche in questo caso a cambiare le cose è stato l’incontro con WIP, che ha curato il progetto di ristrutturazione della Bakery, non solo per quanto riguarda la location, che è stata di recente dotata di uno spazio all’aperto capace di ospitare molti avventori, ma anche e soprattutto per ciò che concerne il forno e le altre forniture professionali.

Obiettivo: incrementare le entrate, immaginando anche l’apertura di nuove sedi e la relativa creazione di nuovi posti di lavoro.